| La sfortuna degli antenati |
| Due episodi recenti che hanno per protagonisti ragazzi stranieri a
Torino. Un ragazzo albanese di 18 anni, ospite di una comunità,
racconta di essere stato fermato alla fine di marzo per un controllo dalla
polizia, in via Garibaldi: documenti, perquisizione, scarpe comprese. Visto
che tutto era a posto (è ragazzo onesto e gran lavoratore), contrariati
per non essere riusciti a incastrarlo, congedandolo l’hanno apostrofato
dicendogli che gli stranieri, tempo due mesi, avrebbero finito di fare
i furbi, il tempo di eleggere Berlusconi, che – testualmente – ci avrebbe
pensato lui a rispedirli al loro paese.
Un sabato sera di metà maggio l’intenzione del volontario con
tre ragazzi marocchini della stessa comunità era di cercare un locale
per passare la sera e se possibile ballare un po’. Verso le 22,30 i locali
però erano ancora chiusi. Allora si decide di andare ai Murazzi,
ma quando tentano di entrare in uno di questi locali gli è stato
impedito dai buttafuori, e alla richiesta di spiegazioni è stato
risposto "gente araba". Un po’ sconsolati hanno provato in un altro locale
più avanti, e qui è stato loro detto che per entrare avrebbero
avuto bisogno di una tessera, ma alla richiesta di acquistare la tessera
hanno risposto che avrebbero dovuto avere quella dell’anno scorso... Insomma,
probabilmente si tratta di qualcosa che si eredita e la loro sfortuna era
quella di non avere antenati che avrebbero potuto dare loro questa tessera.
Ancora più sconsolati, sono andati a fare due passi in centro e
a bere qualcosa al bar, dove per fortuna non gli hanno più richiesto
nulla.
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