| AFRICA E MULTINAZIONALI DEL FARMACO |
| A che prezzo |
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«Oggi circa 400 persone muoiono ogni giorno in Kenya per Aids. Eppure, in Europa e in America del Nord la malattia sta diventando sempre meno mortale e sempre più cronica. Perché questa differenza?», si è chiesto padre Angelo D’Agostino, missionario in Kenya. «I cartelli farmaceutici rifiutano di abbassare i prezzi per l’Africa nonostante abbiano realizzato profitti per 517 miliardi di dollari nel 2002». Oggi con un cocktail di farmaci del costo di 10-12 mila dollari all’anno si possono ottenere importanti risultati nella cura del morbo. Ma sono cure al di fuori della portata di chi vive in paesi dove il reddito medio pro-capite è inferiore ai 1000 dollari all’anno. Nel mondo ci sono due milioni e mezzo di bambini segnati dall’Aids e nel 2003 uno su cinque è morto. L’Organizzazione mondiale della Sanità conta 11 milioni di bambini orfani, soltanto in Africa, per la morte dei genitori a causa dell’Aids. Cor Unum ha lanciato
un’iniziativa
concreta:
la vendita di un francobollo dedicato ai bambini vittime dell’Aids da
parte delle poste vaticane e una raccolta di fondi per un centro
dedicato ai piccoli malati in Kenya. Un’iniziativa molto nobile, ma...
la ricerca farmaceutica è oggi fatta quasi esclusivamente dalle
multinazionali, che se la fanno pagare cara, perché non hanno
concorrenza. Quanti di quelli che compreranno il francobollo sarebbero
disposti a pagare più tasse per finanziare la ricerca
nell’università,
che per definizione è accessibile a tutti? E chi glielo ricorda
a
Monsignore che un preservativo costa meno di una scatola di fiale? [ ] |